Come spesso succede in Italia, oggi e’ il giorno dopo. E si sta a dibattere su una manifestazione senza dire una parola, potenza dei media e non solo, sulle ragioni per cui migliaia di persone sono uscite da casa, hanno preso un treno, sono scese in piazza. Botte da orbi, dunque, e 5 milioni di danni.
Gli scenari su infiltrati alla manifestazione sono verosimili ma credo non esaurienti. Sono piu’ portato a pensare a una studiata tolleranza da parte delle “autorita’” nei confronti dei violenti.
Insomma, per loro, tanto peggio fa tanto meglio. Il casino consolida nell’elettorato confuso e con tendenza all’astensione l’idea di una necessaria stabilita’.
Del resto, non posso credere che i ministeri preposti e le forze dell’ordine nei giorni precedenti non avessero notato pubblicazioni come questa e questa,
e abbiano lasciato fare. Forse gia’ che c’erano hanno aggiunto qualche uomo a dare una mano o a indirizzare le violenze verso aree specifiche, secondo tecniche gia’ viste.
Nel migliore dei casi quindi non sono stati capaci di impedire che 200 delinquenti rovinassero la festa di 200.000, non sono in grado di garantire l’ordine pubblico e tutelare il diritto a manifestare di qualsiasi cittadino. Nel peggiore non lo hanno voluto impedire, facendo fallire la manifestazione. In entrambi i casi dovrebbero andare a casa coperti dalla vergogna.
Non mi adeguo alla retorica del sostegno incondizionato alle forze dell’ordine, che possono anche essere colpevoli di gravi mancanze, se non di gravi colpe, come fu a Genova. E credo che qui le colpe non manchino.
Il risultato e’ che a essere contenti oggi sono in due: i teppisti, che hanno sfogato il loro nichilismo sulla citta’, e i politici, che vedono affossate le buone intenzioni del movimento degli indignati, dei 200.000 in piazza e dei milioni a casa.
Tant’e’ che oggi, sui giornali, un black bloc 75enne, in giacca e cravatta, suggerisce a un latitante che si dovrebbe “fare fuori il Palazzo di Giustizia di Milano, assediare Repubblica… cose di questo genere…”.